Anonimo
Creso (agronomia)
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Il grano duro creso è una variante di frumento ottenuta artificialmente dal Cappelli originale per irradiazione e oggi largamente diffusa in Italia. Si stima che il 90% del frumento duro quello cioè usato prevalentemente per la pasta alimentare sia di questa specie.
La selezione avvenne nei laboratori del Centro della Casaccia (il più grande complesso dell'ENEA) nel 1974, dove la variante radioindotta fu incrociata con una del Centro Internacional de Mejoraminto de Maize & Trigo (Messico)[1]. Dal Creso ne sono derivate anche altre varianti in paesi come la Cina, l'Australia, l'Argentina, gli USA e il Canada, che oggi costituiscono gran parte della produzione mondiale.
Il successo della pianta è attribuito alle dimensioni "nane" che ne hanno ridotto i costi di filiera. Però molti medici illustri come il prof. Adolfo Panfili mettono in guardia riguardo ai rischi a lungo termine per la salute: adesso ci sono quattro nuove triplette di amminoacidi che il sistema immunitario intestinale non è in grado di riconoscere e questo provoca una maggiore produzione di proteine infiammatorie.
Questo grano e le varianti che ne sono derivate negli anni sono state sospettate [2] di essere la causa dell'aumento nel numero di casi di celiachia osservati negli ultimi anni, in ragione del suo contenuto di glutine più elevato del normale; questo sarebbe fattore di rischio per l'insorgenza del morbo celiaco. Tuttavia, l'indice di glutine non è diverso da quello delle varianti non modificate geneticamente [3]
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Quindi il grano che mangiamo è OGM, ma non transgenico (è stato infatti ibridato con un altro grano a fusto corto)
Saluti cari e buon lavoro
Maurizio Andorlini
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