L'arte della comunità. Come costruire e ricostruire il vivere insieme con le pratiche performatìve e l'inclusione sociale
L'effetto più noto della
globalizzazione è la
distruzione di un territorio, delle sue comunità e dei suoi abitanti attraverso lo sviluppo di soggetti desideranti che vengono indotti dai media a
consumare continuamente (e voracemente) oggetti, cose, esperienze, modelli, vite, rapporti. Individui, gruppi, servizi, paesi e città vivono oggi in un infinito centro commerciale. In cui si trova tutto e in cui è permesso tutto salvo una cosa: avere dei legami, essere associati, produrre insieme, fare comunità. Partecipare. Creare il bene comune. Che vuol dire poi
valorizzare la bellezza del proprio
ambiente, tutelare e anzi accrescere il proprio
patrimonio umano, culturale e artistico. Avere un'
identità. Essere
solidali. Sentirsi più
sicuri.
Liberi. E
felici. Esperienze di anni dimostrano che una comunità e un tessuto sociale si costruiscono con una drammaturgia o progetto di comunità, alla cui realizzazione contribuiscono in modo determinante le pratiche artistiche e performative partendo spesso dalle situazioni di maggiore sofferenza e disagio di un paese o di una città.
Esclusi o emarginati infatti sono l'urlo e il grido d'aiuto di un corpo sociale che sta male. Curarli significa curare una parte di tutto il corpo sociale. Dunque guarirlo e tenerlo in forma.
Nessun comune oggi difende la propria comunità se non fa, produce, crea comunità.
Se non passa oltre il welfare, i servizi sociali, la polizia locale, gli uffici, le spartizioni e le divisioni tra cultura, istruzione, edilizia, ambiente, assistenza...
Una comunità non è un cadavere, non è una bestia macellata da dividere tra gli affamati commensali del potere globale o locale.
Una comunità, un villaggio, un paese, una città è un corpo vivo. Da far crescere e tenere in forma. Da amare.
I N T E R V E N G O N O
Laboratori sociali: esperienze di partecipazione attraverso le arti performative
Francesco Gentile
Cooperativa Sodale LaFucina
II teatro come ponte per la comunità. L'esperienza della psichiatria di Magenta
Alessia Repossi
U. O. Psichiatrìa Magenta, Associazione Cirìdì
II postale della salute. Un progetto di teatro sociale per la promozione della salute di Comunità
Alberto Pagiiarino
Teatro Popolare Europeo Torino - ARESS Piemonte
Alberto Guggino
Progetto ChierEAT
II Centro di Drammaturgia Comunitaria
Sisto Dalla Palma
Associazione CRT Milano
Edge Festival e networks europei per lo sviluppo delle comunità locali
Donatella Massimilla
Direttrice artistica Lombardia Edge Festival, Cooperativa Sociale CETEC (Centro Europeo Teatro e Carcere)
SARANNO PRESENTI I RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI LOCALI:
Caterina Mallamaci
Assessore alla Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Razzano
Tea Enrico
Comune di Ivrea
P R E S I E D E
Claudio Bernardi
Gruppo di ricerca teatro sociale e comunità, Università cattolica del Sacro Cuore
Giulia Innocenti Malini
Gruppo di ricerca teatro sociale e comunità, Università cattolica del Sacro Cuore