CiboECibo

Vini senza solfiti aggiunti, impossibile?

28/12/2017
A cosa servono i solfiti
L'enologia corrente ritiene indispensabile l'impiego dell'anidride solforosa perchè consente di mantenere sotto controllo lo stato microbico e ossidativo del mosto-vino con relativa facilità e contenendo al minimo le spese. L'impiego dei fumi di anidride solforosa, prodotto dalla combustione di zolfo per risanare i tini è una pratica molto antica. Il suo utilizzo in vinificazione, invece, risale al periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale e si è diffuso enormemente nonostante gli evidenti rischi per la salute.
 
Infarciti di solfiti
L'anidride solforosa (SO2) è tossica per inalazione, corrosiva e irritante per le vie respiratore e il tubo digerente e provoca alterazione nel metabolismo di alcuni aminoacidi e della vitamina B1.
La FDA (Food and Drug Administration) statunitense ne ha proibito l'uso sui cibi da consumare freschi e la Svizzera e l'Australia ne hanno vietato l'impiego. In effetti, oltre che in vinificazione, i solfiti vengono usati in moltissimi alimenti: baccalà, gamberi, crostacei freschi o congelati, frutta secca, prodotti sott'aceto e sott'olio, marmellate, etc.
Proprio per questo, la dose giornaliera ammissibile di anidride solforosa per l'uomo stabilita dall'Organizzazione mondiale della sanità viene spesso superarata con facilità, anche da un bevitore moderato.

  [§§§]
Meglio biologico
Ecco perché alcuni disciplinari di agricoltura biologica  hanno dimezzato i limiti di legge consentiti per i vini convenzionali. Alcuni viticoltori più sensibili e coraggiosi oggi vinificano senza aggiunta di SO2.
Per fare questo è necessario programmare la vinificazione sin dal vigneto tornando ad una vigna senza chimica e meno tecnologica in modo da ottenere vini unici, inimitabili La coltivazione deve essere biologica o biodinamica, rispettosa della zona del vitigno, evitando forzature come irrigazione, concimazioni chimiche e antiparassitari sistemici che tendono a stimolare la produzione quantitativa della pianta a scapito di quella qualitativa.
 
Vino buono in corpore sano!
In questo modo il vino acquista valore anche come integratore alimentare e si puo' inserire nella dietetica clinica perché vengono esaltate le proprietà medicamentose dell'uva. Questi vini senza SO2 sono più ricchi di antiossidanti, come i polifenoli e in modo particolare di resveratrolo, dalle note proprietà anticancerogene. Un vino che oltre ad essere piacevole al gusto, dà forza e coraggio per affrontare gli eventi della vita, vivo e ricco di energia vitale.
 
Tratto da Terra Nuova
 
Negli Stati Uniti ritengono impossibile vinificare senza aggiuta di solfiti, interessante l'articolo Red Wine & Sulfites

In Italia si producono vini senza solfiti e  l' Enotecnico Gianantonio Posocco ci spiega con quale tecnica nell'articolo Cosa sono i solfiti

Leggiamo cosa dice la Coldiretti

Ecco un produttore di vino senza solfiti aggiunti

Commenti (12)

Commenti lasciati sul vecchio sito: non è più possibile aggiungerne.

Anonimo · 29/10/2009 10:48
Qual è la quantità di vino che si può assumere a pasto senza pericoli, esaltandone gli aspetti positivi?
la redazione · 09/11/2009 12:51
Nella nuova Piramide Alimentare messa a punto durante il 3° incontro internazionale del CIISCAM (di cui si trova notizia nella sezione Food News)si raccomanda un consumo moderato del vino. Per avere però un quadro completo consigliamo di consultare questo sito http://sapermangiare.mobi/sobere.html.
La Redazione
Anonimo · 12/04/2010 22:51
Non esistono vini senza solfiti, poichè anche in natura, stesso dal terreno alcune sostanze vengono assorbite dalla pianta. Se si produce come azienda biologica le viti vengono trattate con rame e zolfo e una parte di zolfo finisce anche nel terreno. ESISTONO VINI SENZA SOLFITI AGGIUNTI.....ma non vini senza SOLFITI.
la redazione · 13/04/2010 11:12
Grazie per il tuo commento, hai assolutamente ragione, esistono i vini senza solfiti aggiunti.
Maurizio Ferraro · 12/08/2010 20:00
Vorrei rispondere all'anonimo che ci tiene a precisare che non esistono vini senza solfiti.

potrà anche essere vero che non esistono vini senza solfiti aggiunti, così come, però non esiste un'analisi in grado di definirne la quantità; un mio cliente ha fatto analizzare un paio di miei vini, e dall'analisi è risultata una presenza di solfiti pari a 6 mg/lt.

A prescindere dal fatto che tale valore è al di sotto di quello di legge per cui bisogna indicarne la presenza il etichetta, tengo a precisare che tale analisi è comunque sbagliata! In effetti l'analisi consiste nel far scendere una goccia di jodio N10 nel vino aggiunto di Acido Solforico etc (non mi dilungo per non essere troppo tecnico..). Ma alla prima goccia (pari ad un ml di jodio) la quantità di solfiti è pari a 12,50mg/lt, o meglio è pari ad un valore compreso fra 0 e 12,5 mg/lt. Frazionare una goccia è un'operazione estremamente difficile, ma c'è di più: è altrettanto difficile, specie in un vino rosso, vedere un viraggio blu (un cambiamento di colore...)

Dunque, se è vero che non esistono vini senza solfiti, è altrettanto vero che non esiste un'analisi in grado di dimostrare il contrario.

Inoltre i solfiti di origine naturale sono contenuti all'interno delle pareti cellulari dei lieviti. Una volta finita la fermentazione, questi ultimi si depositano sul fondo a formare le feccie del vino; le loro pareti cellulari si sfaldano e da esse esce una certa quantità di solfiti molto volatile e dipendente dal tempo in cui questi restano a contatto con il vino! Una news: la solforosa perecedentemente aggiunta velocizza i tempi di sfaldamento pertanto un vino addizionato di SO2 ha un'enorme quantità di solfiti naturali in più rispetto ad un vino cui non è stata aggiunta (dai 30 ai 50 mg/lt secondo mia personale esperienza).

Consiglio pertanto a chi usa questi prodotti di fare particolare attenzione al loro operare, perchè è un'attimo sforare dai limiti legali, specie per coloro che ci vanno giù pesante!!!!
Maurizio Ferraro · 12/08/2010 20:35
Dimenticavo..

La questione dello zolfo che arriva dal terreno è una panzana incredibile! I trattamenti a base di zolfo dati in agricoltura biologica si interrompono a Luglio! Decisamente difficile che lo zolfo entri nella composizione del vino e vada a generare Anidride solforosa... Consiglio di rivedere le conoscenze di chimica....
Anonimo · 22/10/2010 15:43
Qualcuno sa se l'aggiunta di solfiti modifica il colore di un alimento? per esempio di una purea di frutta?
la redazione · 24/10/2010 00:19
I solfiti non alterano il colore di un alimento ma ne mantengono l'integrità impedendo il naturale imbrunimento della frutta e della verdura sbucciata, tagliata o frullata.

Infatti sono aggiunti nella maggior parte dei succhi di frutta in commercio, ad esempio.
Paulo Rota · 25/11/2010 09:23
Produrre un vino senza solfiti è sicuramente difficile ,poichè necessità di competenze enologiche e di viticultura non indifferenti.

Ma il fatto che io dica "difficile"non significa "impossibile" anzi!

SI tenga conto del fatto che si sta assistendo ad una richiesta sempre maggiore relativa a questo tipo di vini,in particolare da parte di chi presenta problemi di tipo fisico(allergie o reazioni allergiche più o meno gravi all'anidride solforosa)

Mi permetto quindi di segnalare una gamma di vini che non voglio definire "biologici",ma che definisco frutto di Viticoltura ed enologia simbiotica,dove l'uomo asseconda il comportamento naturale della vite; nel vigneto si utilizzano funghi e micorrize per contribuire alla vita e all'equilibrio del terreno e,in cantina,si usano lieviti indigeni e si vinifica in assenza di anidride solforosa.

SI verifica un'aumento dei polifenoli nelle (20% in più di potere antiossidante)

La linea si chiama "TuttoNatura" ed è prodotto dall'azienda Rubbia al Colle dei Fratelli Muratori presso Suvereto (Li)

Per maggiori informazioni www.arcipelagomuratori.it

Sul sito è attivo un blog relativo alla linea TuttoNatura!!

Paulo
Anonimo · 30/01/2011 21:05
Trenta anni fa mi sono laureato in Biologia con una tesi sperimentale sui lieviti produttori di solfito organico. I risultati erano sorprendenti. Se fossi stato Americano sarei diventato ricco.

Forse a qualcuno di voi e dei produttori dice qualcosa il famoso lievito 632, non credo nonostante la tesi sia stata pubblicata su journal science. Una storia vecchia. Troppo vecchia.
Anonimo · 07/03/2011 23:05
Ottimo articolo che veramente punta al nero, complimenti!

Addirittura bisogna aumentare l'energia vitale tramite l'attivazione della microflora nel suolo del vigneti, attivando l'acqua di irrigazione e sciogliendo i bloccaggi tossici a livello micromoleculare sia nel suolo - ma per quanta la riguarda la produzione del vino - sopratutto nella pianta e nel processo di fermentazione del vino. Chi é interessato ad assaggiare un vino bianco di 8 anni di etá ma di una freschezza che sembra di essere raccolto o vinificato ieri ci puó contattare volentieri. La vigna di questo vino é quella sulla seguente foto alla Mosella in Germania: http://www.facebook.com/EMbio?v=photos#!/photo.php?fbid=173993269292400&set=a.173991985959195.38118.173656075992786&theater

Si tratta di un vino con pocchissimo zolfo aggiunto (quando ne abbiamo anche quelli SENZA aggiunta di zolfo) quando da impressione che ci sia proprio zero. Questo a causa dell'energia vitale altissima che sembra proprio a "disattivare" o compensare le proprietá negative dello zolfo. Bisogna considerare allora non solo la quantitá di un elemento chimicamente presente ma anche la sua attivitá/comportamento nel contesto micromoleculare. Una perspettiva nuova nella discussione dello zolfo nel vino, che integra la fisica quantistica nel mistero del vino. Salute ragazzi!
Anonimo · 27/09/2011 13:32
Mi fa piacere che ci siano articoli in internet che sensibilizzino sull'importnza di consumare moderate dosi di solforosa.

Per coloro i quali fossero interessati vorrei consigliarvi il sito senzasolfiti.it che è un'enoteeca on line specializzata nella vendita di vini senza solfiti aggiunti.