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Abitudini
Vivere senza la carta da cucina, si può!
Forrest Road - Bolivia


Utilizziamo la bicicletta per non inquinare e sprecare risorse, acquistiamo prodotti di prossimità al mercatino del km0, utilizziamo detersivi biodegradabili e beviamo acqua del rubinetto. Ma non ci accorgiamo che vi sono degli usi quotidiani di oggetti non sostenibili ai quali non pensiamo. E' talmente radicato il loro uso nella nostra vita, fanno ormai così parte dei nostri gesti abituali, che non ci soffermiamo a pensare da dove questi oggetti derivano, come sono fatti, di che cosa e a scapito di cosa.

Naturalmente sto parlando dei rotoli di carta da cucina. Eppure fino a qualche anno fa (una trentina?) la carta casa non esisteva. E' pur vero che è molto comoda, ma vi assicuro che dopo un mesetto che non la utilizzo più, ne ho già perso l'abitudine, e con me la mia famiglia (che, a dire il vero, neppure se ne è accorta che non c'è più in casa!).

Utilizzata come tovagliolo di carta, come spugna, per asciugare il fritto, raccogliere schifezze dal pavimento, l'aspetto che mi infastivida era il non poter riutilizzare quel foglio appena staccato. Una volta asciugata la macchia di caffè dal tavolo, si buttava via, non si poteva lavare, nè smacchiare. Gettarlo era l'unica soluzione.
Di tutte le "forme" di carta che mi capitano sotto mano, tendo a praticare un riutilizzo quasi fanatico. Il foglio A4 lo stampo su entrambi i lati, se rimane una striscia bianca la utilizzo per appunti, la carta da regalo la riciclo per altri regali, quella da giornale per raccogliere le bucce di patata o accendere il camino. Insomma, la carta del rotolo  casa era l'unica che non riuscivo a riutilizzare.
E non è solo una questione di abbattimento di foresta amazzonica, vi sono infatti prodotti in carta certificata FSC sigla che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. La questione è anche di smaltimento di rifiuti e soprattutto della mentalità ormai radicata dell'usa e getta che, per forza di cose, innesca un processo di produzione incessante, incessante uso, incessante produzione di rifiuti, incessante inquinamento ambientale. Una spirale infinita che tende verso il basso, al consumo forsennato di tutto, velocemente e in modo da non averne traccia.

Fare quindi a meno del rotolo di carta da cuina è possibile, sono necessarie alcune settimane di assestamento, di "disintossicazione" ma in questo modo ne gioverà l'ambiente e, perchè no, anche il nostro portafoglio.



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Anonimo24 novembre 2010, 00:21
...rifiutare la pubblicità nella propria cassetta della posta e nel caso vi siano installate, togliere le cassette preposte al "dignitoso compito" può dare una notevole spinta a limitare l'impronta ecologico/etica, ecco il mio articolo che vi porterà anche alla grafica rilasciata in creative commons su viki media > Etica & Pubblicità.




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