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Approfondiamo: la parola al Dr. Longo
Il licopene fa bene!
Il licopene si trova soprattutto nel concentrato di pomodoro
Cosa è e dove si trova
Il licopene è una sostanza naturale presente in alcuni alimenti di origine vegetale. Appartiene al gruppo dei carotenoidi, un insieme di pigmenti di colore giallo-violetto molto diffusi in natura.
La maggiore fonte di licopene è rappresentata dal pomodoro (Solanum lycopersicum) da cui prende anche il nome, e dai suoi derivati, nei quali rappresenta il 60% del contenuto totale in carotenoidi. Il licopene e' il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti gialli e rossi caratteristici di alcuni frutti e verdure, quali per esempio l'albicocca, il pompelmo rosa, il cocomero, l'uva e la papaia. Nel pomodoro il licopene si trova maggiormente nella parte piu' esterna. Chimicamente è definito un carotenoide aciclico lineare caratterizzato da 11 doppi legami coniugati.

Le proprietà del licopene
Il licopene possiede un'altissima capacità antiossidante, ma la sua azione è in parte limitata dalla bassa biodisponibilità, ossia dal fatto che esso è poco assorbito a livello intestinale dopo l'introduzione con gli alimenti. A differenza di altre molecole antiossidanti, che risentono in modo negativo del trattamento termico degli alimenti, il licopene ha però una particolarità: la cottura dell'alimento ne aumenta la biodisponibilità, e per questo la salsa di pomodoro è considerata una migliore fonte di licopene rispetto al pomodoro crudo.
Da dove arriva il licopene
L'organismo umano non e' in grado di sintetizzare il licopene quindi la sua concentrazione nell'uomo è strettamente correlata all'assunzione prolungata di queste materie primei alimenti. Il licopene è il carotenoide predominante nel plasma umano, in cui le concentrazioni variano da 0.22 a 1.06 nmoli/ml. La concentrazione media di licopene nel plasma varia ampiamente nelle diverse popolazioni, riflettendo il consumo di pomodoro e suoi derivati. La distribuzione nei tessuti corporei non è uniforme ma correlata alla presenza di lipidi: il licopene è più abbondante nel tessuto adiposo, nei testicoli, nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nella prostata e nella mammella. Essendo il licopene una sostanza lipofila, il suo assorbimento è correlato alla presenza di grassi nella dieta, in quanto questi hanno un ruolo fondamentale di estrazione dei carotenoidi dalla fase acquosa con formazione di micelle miste, attraverso le quali i carotenoidi vengono assorbiti dalle cellule dell'intestino e trasferiti ai tessuti in modo automatico come lipofili.
Nell'intestino, in presenza degli acidi biliari, il licopene è solubilizzato, incorporato in micelle e assorbito dalla mucosa per trasporto passivo. La molecola intatta può essere incorporata in chilomicroni che sono lipoproteine con una minore densità, come trigliceridi e colesterolo, e trasportata all'interno del sistema linfatico. Sembra che non esistano proteine di trasporto specifiche per questo composto, ma che venga trasportato dalle lipoproteine, in particolare quelle a bassa densità (LDL).
Fattori che influenzano il contenuto di licopene nel pomodoro
Nei frutti di pomodoro il licopene è suscettibile di notevoli variazioni in funzione della temperatura, della radiazione solare disponibile, dello stato nutrizionale e sanitario della pianta, del genotipo e dello stadio di maturazione in cui si trovano le bacche al momento della raccolta. La temperatura ottimale per la sintesi del licopene è 18 °C. Valori inferiori a 10 e superiori a 30 °C comportano generalmente il blocco del processo o la conversione in altri carotenoidi.
Il genotipo ha una grande influenza sul contenuto di carotenoidi ed in particolare di licopene, tanto che, forti delle recenti scoperte in campo medico sulle proprietà salutistiche del licopene, molte ditte sementiere con il miglioramento genetico sono riuscite ad ottenere ibridi ad alto contenuto di licopene detti hp (high pigment), fino a 200 mg/kg di prodotto fresco. E' stato osservato che il potassio aumenta il contenuto di licopene nel pomodoro.
E' tuttavia possibile aumentare il contenuto di licopene delle bacche di pomodoro anche gestendo con attenzione la nutrizione della pianta. E' stato osservato che la concentrazione di licopene nei frutti è aumentata all'aumentare del potassio nella soluzione nutritiva. L'incremento di potassio tuttavia risulta diverso a seconda dell'epoca di raccolta: in media il contenuto di licopene è stato pari a 60 mg/kg di peso fresco nei frutti raccolti a giugno contro i 72 mg/kg di peso fresco registrati in quelli raccolti a novembre. Questo a conferma del fatto che negli ambienti meridionali, il principale fattore limitante è rappresentato dalle temperature elevate, soprattutto nei mesi estivi. Il contenuto in licopene è influenzato dal livello di maturazione del pomodoro, è stato calcolato infatti che in pomodori rossi e maturi sono presenti 50 mg/kg di licopene.
Attività salutistica del licopene
E' stato dimostrato che rispetto ad altri carotenoidi il Licopene possiede un'altissima capacita' antiossidante in grado di neutralizzare i radicali liberi e questa sua funzione lo rende una sostanza molto interessante relativamente alle sue molteplici applicazioni terapeutiche. Il Licopene, come antiossidante, interviene ad intrappolare le specie attivate dell'ossigeno proteggendo le cellule dal danno che queste specie reattive possono provocare.
E' stato visto che il Licopene inibisce la crescita delle cellule cancerogene interferendo con l'aumento dei fattori di ricezione del segnale e l'avanzamento del ciclo cellulare senza causare alcun tipo di effetto tossico o di morte cellulare. Nel 1997 negli USA e' stato effettuato uno studio in cui venne misurata la quantita' di Licopene ed altri carotenoidi nel sangue di 578 uomini con cancro della prostata, e i dati vennero confrontati con quelli ricavati dall'analisi di 1294 individui sani. Mentre gli altri carotenoidi erano ugualmente presenti negli soggetti ammalati e in quelli senza cancro, il Licopene era molto basso nei pazienti con cancro alla prostata. Piu' grave era il cancro, piu' basso era il livello di Licopene ematico. L'ipotesi avanzata e' che si ammalano piu' facilmente e piu' gravemente gli individui che non assumono sufficienti quantita' di Licopene e che la somministrazione giornaliera di estratti di pomodoro potrebbe ridurre significativamente il rischio di avere un cancro alla prostata. Studi molto recenti sulle cellule umane e animali hanno individuato la funzione del gene 43 nel regolare l'azione del Licopene che interviene a migliorare la comunicazione a livello delle porte di giunzione intercellulari (GJC). La GJC e' deficitaria in molte forme di tumori e il ripristino di questa funzione e' associato a una riduzione della proliferazione cellulare (Heber and Lu , Exp Biol Med 227: 920-923, 2002)
Il tumore dell'apparato digestivo e' tra i piu' frequenti in tutto il mondo e presenta caratteristiche eziologiche e processi biologici molto particolari. Uno dei primi studi che hanno esaminato il ruolo del Licopene nella prevenzione del cancro all'esofago e' stato svolto nell'Iran del Nord dove questo tipo di patologia e' fortemente diffusa. Venne dimostrato che il suo consumo settimanale in un gruppo di soggetti presi in esame era associato alla riduzione del rischio di tumore all'esofago del 40% (Cook-Mozaffari et al, Br J Cancer: 39: 293-309, 1979).
Piu' di recente un altro studio di controllo svolto in Italia ha riportato che il consumo settimanale di sette o piu' porzioni di pomodori in un gruppo campione, rispetto ad un altro campione che ne consumava solo due porzioni settimanali, era associato a una riduzione del rischio di cancro del 50% (Franceschi et al., Int. J. Cancer, 59: 181-184, 1994).
A livello dell'organismo umano sono stati ottenuti dei buoni risultati a livello del tumore al pancreas che risulta essere una patologia di oscura eziologia e particolarmente devastante a causa del suo insidioso innestarsi, che viene individuato solo a stadi avanzati, e che mostra una irrilevante risposta positiva alle terapie mediche. Anche per questo tipo di neoplasia e' stato rilevato che i soggetti con piu' alti livelli di Licopene nel sangue avevano una probabilita' cinque volte inferiore di sviluppare un tumore al pancreas (Burney et al., Am. J. Clin. Nutr. 49: 895-900, 1989). I disturbi cardiovascolari risultano essere tra le principali cause di mortalita' nella maggior parte dei paesi industrializzati. Diversi studi sostengono che il licopene porta ad una riduzione statistica di infarti e di ictus. Il licopene riduce l'ossidazione dei lipidi ed in particolare agisce contro l'ossidazione del Colesterolo LDL che e' considerata una delle cause piu' rilevanti nella formazione della placca ateromasica responsabile a sua volta di vari disordini vascolari quali per esempio l'ostruzione delle arterie coronariche, le arteriopatie in genere e quindi un eventuale inizio e sviluppo dell'aterosclerosi. E' stato inoltre riportato che in pazienti ipertesi trattati per sei settimane con estratto di licopene si registrava una diminuzione della pressione, da un minimo di 4 a un massimo di 13 millimetri di mercurio.
Un'altra possibile applicazione del Licopene e' rappresentata dall'azione protettiva che esso esercita sulla pelle in caso di lunga esposizione ai raggi UV. L'esposizione alla luce ultravioletta, e quindi anche al sole, provoca effetti dannosi sia a breve che a lungo termine. A lungo termine si hanno degli effetti sicuramente non graditi, come per esempio l'invecchiamento cutaneo, che purtroppo puo' aumentare anche il rischio di sviluppare alcune forme di tumori epiteliali. Oggi si sa pero' che gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti sono causati in parte dalla formazione di specie reattive dell'ossigeno, dallo stress ossidativo e dall'azione dei radicali liberi, i quali possono danneggiare le componenti delle cellule.
Per questi motivi e' ipotizzabile che l'assunzione di Licopene, grazie alla sua elevata azione antiossidante, possa essere un importante mezzo di difesa per la nostra pelle nei confronti del fotoinvecchiamento e di eventuali processi di cancerogenesi.
Uno studio svolto su pazienti risultati positivi al test dell'HIV ha mostrato che le concentrazioni nel siero di Licopene, alfa-carotene e beta-carotene erano basse in particolare in quei soggetti che presentavano infezioni piu' gravi ( Coodley et al., Journal Womens Health, 4: 303-311, 1995). Ridotte concentrazioni di Licopene nel siero sono state osservate nei bambini affetti da HIV.
Nonostante sia impossibile affermare che il Licopene intervenga a ridurre il rischio di contrarre HIV, e' invece possibile sostenere che l'abbassamento delle concentrazioni di antiossidanti nel sangue, possa essere associato a fenomeni metabolici caratteristici dell'infezione da HIV.
Essendo oramai accertata l'azione antiossidante del Licopene e' interessante infine ricordare il ruolo che puo' assumere nel prevenire danni ossidativi del Sistema Nervoso Centrale che spesso sono causa dell'instaurarsi di patologie neurologiche quali l'Alzheimer e il morbo di Parkinson.
Analizzando la letteratura scientifica, si può dedurre che l'introduzione giornaliera di licopene va sicuramente a beneficio della salute generale dell'organismo, mentre non si segnalano controindicazioni. Un regime alimentare ricco di licopene è consigliabile a qualunque età e in qualunque situazione fisiologica, così da prevenire molteplici patologie e fornire all'organismo quanto necessario per mantenere il benessere fisico e migliorare la qualità della vita.

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