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Approfondiamo: la parola al Dr. Longo
Il pomodoro
Il pomodoro è una solanacea (Lycopersicon Esculentum ) originaria dell'America Latina.
La pianta di pomodoro raggiunge altezze che arrivano fino a 2 metri. Le sue foglie sono lunghe e con un lembo profondamente inciso; i fiori si presentano a grappoli e sono distribuiti lungo il fusto e le ramificazioni. La pianta è estremamente adattabile, essendo diffusa in quasi tutto il pianeta, tuttavia predilige terreni di medio impasto, ben drenati, freschi e profondi, una temperatura di germinazione minima di 12-13°C e una temperatura di 22-25°C per svilupparsi e produrre frutti. Il pomodoro non sopporta la siccità, ha bisogno di molta acqua che nei periodi di carenza idrica deve essere fornita artificialmente. Per quanto riguarda il panorama varietale, le cultivar più diffuse sono per i pomodori costoluti: Marmande, Pantano, Samar, San Pietro e Costoluto Fiorentino; per i tondi lisci: Montecarlo, Money Maker, Sunrise e Ace; per i pomodori allungati: San Marzano, Napoli VF, Maremma e Romarzano.



Origini E Storia Del Pomodoro
L'origine della pianta del pomodoro sembra essere l'America del Sud, in particolare Cile ed Ecuador, dove vive come pianta selvatica per effetto del clima tropicale e riesce a dare frutti durante tutto l'anno, mentre nelle regioni Europee, se coltivata all'aperto, ha un ciclo stagionale limitato al periodo estivo. Da qui, in seguito, si diffuse anche in America Centrale e a farla conoscere in Europa furono gli Spagnoli nel XVI secolo. La coltivazione della pianta del pomodoro era già diffusa in età precolombiana e veniva utilizzata solo come pianta ornamentali. La scelta non fu condizionata dalla sua particolare bellezza: il pomodoro veniva considerato una pianta velenosa a causa del suo alto contenuto di solanina che è un alcaloide glicosidico tossico. Questa sostanza era considerata a quell'epoca dannosa per l'uomo, pertanto inutilizzata in cucina. Già nel 1544 l'erborista Italiano Pietro Mattioli classificò la pianta del pomodoro fra le specie velenose. Nello stesso periodo però lo stesso Mattioli riporta di aver sentito dire che in alcune regioni d'Italia il frutto veniva consumato fritto nell'olio. In Europa meridionale, così come in Boemia e in Inghilterra, dal XVII secolo comincia ad essere consumato fresco e per la preparazione di salse.
Soltanto alla fine del Settecento la coltivazione a scopo alimentare del pomodoro conosce un forte impulso in Europa, principalmente in Francia e nell'Italia meridionale. Ma mentre in Francia il pomodoro viene consumato soltanto alla corte dei re, a Napoli si diffonde rapidamente tra la popolazione
Nel 1762 Lazzaro Spallanzani ne definisce le tecniche di conservazione notando, per primo, come gli estratti fatti bollire e posti in contenitori chiusi non si alterano.
Nel 1809, un cuoco parigino, Nicolas Appert, pubblica l'opera "L'art de conserver les substances alimentaires d'origine animale et végétale pour pleusieurs années" (l'arte di conservare le sostanze alimentari d'origine animale e vegetale per diversi anni), dove fra gli altri alimenti è citato anche il pomodoro .
Negli Stati Uniti ed in genere nelle Americhe, da cui proveniva, l'affermazione del pomodoro come ortaggio commestibile trova invece molte più difficoltà per la diffusa convinzione popolare dei suoi poteri tossici.
Nel corso dell'Ottocento il pomodoro viene inserito nei primi trattati gastronomici europei, come nell'edizione del 1819 del Cuoco Galante a firma del cuoco napoletano di corte Vincenzo Corrado, dove sono descritte molte ricette con pomodori farciti e poi fritti. Nel 1839, il napoletano don Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino in appendice alla seconda edizione della "Cucina teorico pratica", fornisce la ricetta per una salsa di pomodori da mettere sopra il pesce, la carne, i polli, le uova. Nella stessa epoca si realizza il connubio tra pasta e pomodoro e tra pizza e pomodoro.
Nella seconda metà del secolo il consumo di pomodoro si diffonde nell'Italia meridionale e soprattutto nella provincia di Napoli, dove è il condimento più utilizzato per i maccheroni e con essi è l'alimento più comune. L'apporto calorico del pomodoro, o più in generale il suo valore nutritivo, è quasi irrilevante ed esso è l'unica coltura al mondo di grande utilizzo priva di un preciso ruolo dietetico. Tuttavia il cambiamento delle abitudini alimentari nel Meridione anche a causa delle migliorate condizioni di vita hanno reso il pomodoro un condimento eccezionale.
Al suo successo contribuisce la semplice conservabilità dei suoi derivati, esso è tuttavia largamente utilizzato anche fresco come contorno e nelle insalate.
Il Termine Pomodoro
Al pomodoro vengono attribuiti misteriosi poteri eccitanti ed afrodisiaci e, per tale motivo, viene impiegato in pozioni e filtri magici dagli alchimisti del Cinquecento e del Seicento.
È forse per questo motivo che il pomodoro viene chiamato nelle diverse lingue europee: love apple in inglese, pomme d'amour in francese, Libesapfel in tedesco e pomo (o mela) d'oro in italiano, tutte definizioni con un esplicito riferimento all'amore.
Altri tuttavia riconducono l'origine del termine pomodoro ad una storpiatura dell'espressione pomo dei mori, giacché il pomodoro appartiene alla famiglia delle solanacee come la melanzana, ortaggio preferito a quei tempi da tutto il mondo arabo, o alla prima varietà di frutti dal colore giallo, poi soppiantati da quella di colore rosso sempre originaria dell'America del sud. Oggi, con l'eccezione dell'italiano, le vecchie espressioni sono state sostituite in tutte le altre lingue da derivazioni dell'originario termine azteco tomatl.
Il pomodoro è originario delle regioni basse delle Ande e veniva coltivato dagli Aztechi in Messico. Proprio questa popolazione diede al pomodoro il nome di “tomatl”, che significa “frutto polposo”, e successivamente i conquistadores spagnoli modificarono il termine in “tomate”.
La Coltivazione Del Pomodoro
A livello mondiale, la coltura del pomodoro si estende su una superficie prossima ai 3 milioni di ettari, da cui si ottiene una produzione pari a circa 50 milioni di tonnellate. I principali produttori sono Stati Uniti (oltre 10.000.000 di tonnellate), Russia (5.600.000), Italia (5.200.000), Cina (3.500.000) e Turchia (3.300.000). Nel nostro paese le regioni più interessate a questa coltura sono Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia, Lazio e Veneto.
Caratteristiche Nutrizionali E Proprieta' Salutistiche Del Pomodoro
Le caratteristiche nutrizionale del pomodoro rispondono perfettamente alle esigenze del consumatore moderno: povero in calorie (solo 17 kcal/100 g), con un buon contenuto in minerali e oligoelementi, ricco di acqua, dotato di tutte le vitamine idrosolubili. Ricco di sostanze antiossidanti importanti per la salute, come il licopene (16 mg per 100 gr di pomodoro) un pigmento naturale che protegge i tessuti del pomodoro e quelli dell'uomo che fa consumo di questo ortaggio. Il pomodoro è un alimento leggero, rimineralizzante, dissetante, ad alta densità nutrizionale e ricco di sapore, quindi con un ottimo equilibrio nutrizionale.
Il suo ingrediente fondamentale è l'acqua (94%). Le proteine non superano l'1% e i grassi sono intorno allo 0,2%. Un altro 2,8% è costituito dai carboidrati, rappresentati per lo più da fruttosio e glucosio.
Il rapporto tra elevato contenuto di acqua e basso tenore di zuccheri fa sì che il pomodoro apporti poca energia, ma di immediato utilizzo. Un consumo costante di pomodori facilita la digestione dei cibi che contengono fecole e amidi, come pasta, riso, patate, e aiuta ad eliminare l'eccesso di proteine che possono arrivare da un'alimentazione troppo ricca di carni.
Sali minerali e oligominerali: Nella componente acquosa del pomodoro sono disciolte decine di sali minerali e di oligoelementi. Tra i primi, predomina il potassio (297 mg/100 g), che aiuta l'organismo a ritrovare l'equilibrio idrico e quindi combatte la ritenzione dei liquidi, la stanchezza, i crampi, la debolezza muscolare e l'ipertensione. Segue il fosforo (25 mg/100gr), che concorre al metabolismo dei carboidrati, grassi e proteine ed è fondamentale con il calcio per la salute di ossa e denti. Il calcio (10 mg/100 g), a sua volta, dà equilibrio al sistema nervoso, evita i crampi alle gambe, l'irritabilità e alcune forme di mal di testa. Tra gli oligoelementi, i più presenti sono il ferro (0,3 mg/100 g), fondamentale nella lotta all'anemia, lo zinco (0,11 mg) e il selenio (2,3 microgrammi/100gr) che favoriscono la riparazione delle cellule e, per questo, combattono i segni dell'invecchiamento cutaneo. Il pomodoro rappresenta un vero e proprio elisir di salute anche per la presenza di fibre (2%), come cellulosa ed emicellulosa, concentrate nella buccia e nei semi.
Acidi organici: Il sapore caratteristico del pomodoro è dovuto alla presenza nella sua polpa dell'acido citrico e malico, acidi organici che facilitano la digestione, aumentano la salivazione, stimolano l'appetito e rigenerano i tessuti. Inoltre, combinandosi con i minerali, determinano le proprietà alcalinizzanti del pomodoro. Grazie al suo sapore acidulo, il pomodoro stimola le secrezioni dell'apparato digerente e favorisce la buona assimilazione di quel che si è mangiato.
Vitamine: Il pomodoro apporta tutte le vitamine idrosolubili ed è un'ottima fonte di vitamina C (25 mg/100gr). Basta un pomodoro per coprire il 40% degli 80 mg che un adulto dovrebbe assumere ogni giorno di questa vitamina, che facilita l'assorbimento del ferro e contribuisce alla produzione dell'emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo. Inoltre, nel pomodoro è presente la vitamina A sotto forma di betacarotene (610 microgrammi ogni 100 g), responsabile del suo bel colore. È sufficiente un pomodoro di 100 g per coprire il 15% della quantità di betacarotene che andrebbe assunta ogni giorno. Infine, le vitamine del gruppo B sono, in quantità diverse, tutte presenti nel pomodoro e in grado di favorire il ricambio e l'ossigenazione delle cellule.
Recensioni Recenti
Il piombo è un metallo pesante con un lento stato di decadimento e quindi rimane nell'ambiente come inquinante per molto tempo. Il piombo viene usato nell'edilizia, nella produzione di batterie e di proiettili per armi da fuoco e, allo stato liquido, come refrigerante nei reattori nucleari. E' un componente di leghe metalliche usate per la saldatura. Può arrivare all'uomo attraverso l'ambiente e la dieta. Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. Un recente lavoro ha evidenziato che il piombo crea danno a livello del sistema riproduttivo ed aumento lo stress ossidativo. Un'alimentazione con estratti di pomodoro riduce significativamente il danno indotto da piombo. Viene ipotizzato che ciò sia dovuto agli antiossidanti contenuti nel pomodoro ( Salawu et al, Hum Reprod Sci. 2: 30–34, 2009).
Inoltre in uno studio è stato riportato che estratti di pomodoro possono inibire la cancerogenesi epatica promossa dalla steatoepatite non alcolica (Wang et al, Int J Cancer Jun 23, 2009).

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Anonimo20 aprile 2010, 19:00
Il pomodoro è originario sia del Perú (Incas) o de Messico (Azteca), non de Cile o Ecuador. Come lo è patata (papa in spagnolo)del Perú.
Anonimo20 aprile 2010, 23:01
e' molto difficile stabilire dove è nato il pomodoro e da quale incrocio. Tanto è più difficile stabilire con estrema esattezza il luogo di origine di una pianta. Specialmente nel caso del sud america e delle solanacee che venivano coltivate nella piana che costeggia le varie nazioni zone in cui erano dediti , si crede, alla pastorizia. Si sa che circa 4000 anni fà quelle zone erano abitate ma non in pianta stabile. Se tanto mi da tanto, essendo all'epoca principalmente pastori e poco stanziali, si portasseo appresso i frutti per poi trapiantare i semi presenti all'interno di essi ovunque si trovassero. I confini non erano cosi marcati...probabilemnte non si chiamavano o meglio non avevano nomi. Le zone quindi non avevano confine. E come cercare di capire se il pesce che pescava Ulisse era greco o spagnolo.
Alessandro20 aprile 2010, 23:04
L'ultimo anonimo sono io...

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