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Latte crudo, facciamo chiarezza?
Iniziamo con il distinguere:
LATTE FRESCO: è il latte pastorizzato, venduto nelle confezioni che si acquistano normalmente al bar o al supermercato. Viene trattato a temperature relativamente basse per un tempo piuttosto breve, sufficiente per uccidere i germi patogeni senza rovinare prodotto, che resta fresco.
LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE: viene trattato con il calore in modo più drastico, tanto che può essere consumato nell'arco di sei mesi.
LATTE CRUDO: viene commercializzato così come viene munto, senza alcun trattamento ad eccezione di una filtrazione.


Il latte crudo
Il latte crudo è quello che compriamo direttamente dagli allevatori tramite i distributori (ad oggi più di 2.000) che vediamo lungo le nostre strade. Ma le discussioni tra i pro e i contro il latte crudo non si placano. Il dato di fatto certo è che consumare latte crudo è un atto eticamente corretto se non encomiabile: si paga un giusto prezzo agli allevatori (1 euro contro 1.50 del latte fresco pastorizzato), che altrimenti, dovrebbero svendere il proprio latte all'industria a prezzi ridicoli, si consuma un prodotto a km0, non si inquina l'ambiente con imballi, contenitori usa e getta e con il trasporto.
Ma fa bene?
I problemi sorgono quando si parla della salubrità del latte crudo e capire se i detrattori o i sostenitori si esprimono in base a interessi di parte, invece che su dati di fatto oggettivi, è molto difficile. Noi ci proveremo.

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Mappa dei distributori di latte crudo italiani

Perchè bevo latte crudo - dott. Fausto Cavalli, Bevilatte srl
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Elenco dei distributori di latte crudo in Italia
- [1.31 Kb]

Anonimo12 aprile 2010, 17:26
tralasciamo un attimo il discorso .. fa bene oppure non fa bene .... mi concentro sul prezzo . un allevatore vende illatte crudo a un euro al litro, in pratica mungendolo e con pochissime altre spese di manutenzione e distribuzione . la grande industria la vende a 1,50 al litro (non ho considerato che attualmente si trovano tra gli scaffali anche ... Mostra tuttocartocci o bottiglie a un euro o addirittura meno per non divagare troppo) ... domanda da un milione di euro: ma chi specula di più tra la grande industria o l'allevatore ??? la grande industria piaccia o no ha delle spese ingenti tra macchinari, personale e distribuzione, un allevatore ben poche . mi domando : ma voi considerate un allevatore una persona onesta perchè vende il latte a un euro e la grande industria dei ladri perchè lo vende a 1,50? io dice ... mah Antonello
La Redazione12 aprile 2010, 17:27
vi sono persone che preferiscono pagare 1 euro all'allevatore che magari conosce pure di persona piuttosto che 1,50 all'ipermercato. Non solo per un motivo meramente di risparmio economico ma soprattutto per il fatto che la grande distribuzione paga il latte, all'allevatore 0.30 euro al litro e la stessa grande distribuzione lo ... Mostra tuttorivende a 1.50. Tanto per fare un esempio in Germania il latte viene pagato all'allevatore lo stesso prezzo ma sui banchi del supermercato arriva a Euro 0.65 (meno della metà del latte italiano). Allora, chi è che specula?
Anonimo12 aprile 2010, 17:28
il discorso sulle qualità nutrizionali non lo so, ho letto quello che c'e scritto , non ho ancora un'opinione precisa. dico solo che negli anni 50 quando sono nate le Centrali del Latte in tutta Italia, sono nate per ottimizzare la distribuzione del latte, ritenuto un alimento facilmente deperibile, con la pastorizzazione si ovviava a un problema che esisteva da sempre. e sono state salutate come una conquista sociale. non è che si può sempre distruggere tutto, dire sempre no a tutto, tutto fa male, tutto non va bene, era sempre meglio prima ... Antonello
La Redazione12 aprile 2010, 17:29
Il latte pastorizzato nasce effettivamente per un problema di conservazione del latte fresco, ma eravamo negli anni '50 e i frigoriferi ancora poco diffusi (infatti è negli anni '50 che il frigorifero entra nelle case degli italiani). Ora non vi sono pi... Mostra tuttoù problemi di conservazione del latte fresco e soprattutto si cerca il più possibile di limitare il trasporto degli alimenti per non inquinare l'ambiente con Co2. Naturalmente non si vuole distruggere tutto e nell'articolo non si dice che il latte pastorizzato fa male, si mettono in evidenza alcuni fatti accaduti da quando sono comparsi i distributori di latte crudo. Inoltre ciboecibo.it, essendo un portale di alimentazione sana ma anche di promozione del consumo critico, avrà sempre un occhio di riguardo per le micro-economie, l'acquisto dei prodotti a km0. Concludendo: non "era meglio prima" ma forse un po' più di attenzione a quanto ingeriamo "ora" è d'obbligo.
Anonimo15 giugno 2010, 09:45
Buongiorno.
In merito al vs articolo recentemente pubblicato vorrei inserire la mie esperienza diretta e come padre. Poichè non siamo più i soli che ricorriamo sempre più frequentemente all'uso di latti 'diversi' e ne sono una prova il fatto stesso che la GDO nell'arco degli ultimi 5 anni è passata da latti di Capra non italiani a lunga conservazione su scaffali secondari a vendere anche 2 o 3 marche di latte di capra Italiano e nello stesso scaffale del latte fresco.
Ho letto il vs articolo e ritengo che siano validi sia l'approccio scientifico visto che oramai tutti noi -e parlo da genitore- siamo attenti ai contenuti non solo alla forma ma anche un approccio di .. gusto.
Sia io che mio figlio siamo intolleranti al latte vaccino, e nei cambi di stagione non riusciamo nemmeno a bere un latte microfiltrato.
Non ci sono dubbi:abbiamo fatto prove anche di accostamento in base all'alimentazione che correda i pasti prima di assumere latte vaccino, durante e dopo. Il fatto sostanziale è che a volte mi fa anche male, e non parlo di coliti.
Bene, potrà sembrare assurdo ma abbiamo iniziato a bere latte crudo da quasi 2 anni e il paradosso apparente della presenza di batteri (più di 100 specie diverse) non solo non è stato causa dei soliti problemi che non sto a descrivere, avuti anche con latti microfiltrati appunto, ma anzi ha debellato il nostro problema.

la ragione, appunto consiste nel fatto che -come ha recentemente documentato Slow Food in una delle sue enciclopediche recensioni mensili-  il latte crudo (come da millenni) contiene una quantità di batteri sia prebiotici che probiotici, alcuni dei quali già capaci di digerire lattosio e derivati. Questo fenomeno (che in altre regioni del mondo è stato scoperto da qualche millennio ed ha generato abitudini diverse come il Kefir nelle regioni della mezzaluna fertile) ha permesso a intere generazioni di bere comodamente il latte di vacca.
Ed è proprio la pastorizzazione che neutralizzando tali batteri impedisce la corretta digestione del latte.

Ciò spiega il paradosso che si può incorrere a gastroenteriti anche spasmiche con latte zimil o simile e con latte intero pastorizzato mentre invece si può bere con gioia un latte crudo.

Dal punto di vista tecnico gli ultimi 150 anni hanno distrutto queste antiche e corrette abitudini per una sola ragione principale:
l'industrializzazione che ha permesso di trasformare e rendere il prodotto disponibili su larga scala.
Questa causa è stata determinante poichè 150 anni fa i piccoli e medi allevatori iniziarono a stivare gli animali in piccoli spazi dovendo sopperire alle richieste, e questo ha gioco forza moltiplicato ed aggravato lo ststo di igiene che all'epoca non era per nulla paragonabile ai livelli che oggi utilizziamo. Nell'arco di pochi anni i governi attuarono norme severissime, che anche ottusamente si sono protratte nei secoli.
Un esempio è il canada che ancora oggi come in tutti i paesi angloisassoni proibisce la produzione di formaggi con latte non pastorizzato. Sono retaggi culturali di paure di rischi dovuti alla trascurateza delle condizioni igieniche.
Da questo momento storico il latte è stato pastorizzato e, generazione dopo generazione, siamo arrivati oggi a latti sempre più poveri e privi del propedeutico.. quel 'valore aggiunto' che ci ha aiutato a digerire il latte di vacca per millenni e che ora ci manca.

Ma se oggi possiamo permetterci livelli di igiene -dalla mungitura alla vendita al consumatore- altissimi, allora viva la possibilità di bere latte crudo

Guido
Anonimo 7 marzo 2011, 21:25
Ormai non é piú un secreto che meglio del latto puro sono i formaggi per la salute umana: Ma solo se prodotti da un latte crudo, da una stalla microbiologicamente pulita (che peró non significa "sterile" per niente) e da una mucca nutrita di fieno bio di alta montagna. Un esempio troverete qui: http://www.youtube.com/watch?v=3fqUoeLfbKY

Probabilmenete uno dei miglior formaggi nel senso di benessere salutistico che si trova in Europa.
Anonimo10 giugno 2011, 18:55
Voglio esprimere tutto il mio incoraggiamento a perseverare nel loro lavoro preziosissimo e duro a quegli allevatori che hanno deciso, malgrado la campagna di discredito di cui puntualmente sono fatti oggetto da parte delle grosse Multinazionali, di darci finalmente un prodotto genuino e libero da processi industriali di sterilizzazione. Le persone devono capire che il latte dei cartoni che troviamo nei supermercati, oltre ad essere acqua colorata e priva di nutrienti, è importata in gran parte dall'estero. In questi paesi, le condizioni igieniche sono assolutamente carenti e gli animali sono sottoposti a stress produttivi che pregiudicano la salubrità del latte. Per questo le Multinazionali si servono di loro... tanto poi il latte lo “ripuliscono” con i trattamenti termici... che servono però solo a LORO per facilitarne il trasporto e impedirne la deperibilità, mica a NOI, che ce lo beviamo! Voglio porvi una domanda... queste aziende di allevamento estere... chi le controlla ?
Da noi i nostri allevatori ci mettono la faccia e sono sottoposti a controlli capillari da parte delle Autorità Sanitarie Locali, ma le Multinazionali ? Chi ci garantisce circa la salubrità dei loro prodotti ? I prezzi troppo bassi con cui mettono in ginocchio i nostri allevatori nel comprare il latte, forti della loro posizione contrattuale enorme, quasi illimitata... non vi dicono nulla sui metodi e le reali finalità delle Multinazionali ? Vi sembra normale il prezzo di un cartone di pseudo-latte a lunga conservazione a 50 centesimi il litro ? Considerate che il prezzo del latte alla stalla viene pagato ad un allevatore, in Italia, ad un prezzo di poco inferiore... e stiamo parlando del latte migliore... Riflettiamo su ciò che ci propinano e agiamo di conseguenza... ne va anche della nostra economia! Cerchiamo di fare i NOSTRI interessi e non i LORO !
 
Anonimo17 ottobre 2011, 21:26
 vorrei rispondere al Sig. Antonello informandolo di alcune cose molto importanti che lui trascura e anzi,di cui non tiene proprio conto...bè allora vorrei dirti un più o meno quali sono le spese di un'azienda media con 60 vacche in mungitura,(il che implica ci siano altrettanti 60 capi giovani da portare allo stato adulto):
allora... partiamo dalle spese primarie,l'alimentazione...
una singola vacca si nutre di circa 70/75 q di insilato l'anno,un ettaro di terreno produce in media, in base alle zone, 500/600 q...sono circa 8 animali per ettaro...produrre un ettaro di insilato viene a costare all'incirca 1400 € (60/8= 7,5 ettari moltiplicati per 1400 € =10500 € ) senza contare gli animali giovani che non producono reddito per 2 anni e il loro fabbisogno è di circa il 70% in confronto ai capi adulti(10500 * 70% =7350 €)...
mangia circa 29 q di fieno l'anno ke moltiplicati per 60 animali e 16 € al q , che è il prezzo di mercato, sono circa 28000 € aggiungendo il 70% degli animali giovani è pari a 19600 €...
mangia circa altrettanti 29 q di mangime l'anno che moltiplicati per 60 animali e 28 € al q (prezzo di mercato) sono circa 48720 € e aggiungendo il solito 70 % sono altri 34000 € circa...
senza contare circa 6000 € di spese per l'energia elettrica, altri 3000 € tra medicinali e fecondazioni per gli animali,l'acqua che bevono, e le varie spese burocratiche senza tener conto che se si vuole aprire un distributore di latte crudo si spendono sui 10000 €...una trattrice costa in media sugli 80000 € e ne servono in media 3 in un'azienda e le varie attrezzature ke stanno tutte sui 20000 €...per produrre latte poi siamo stati costretti ad acquistare quote latte ad alto costo(150000 €) per nn essere ulteriormente penalizzati,ricordo inoltre che gli affitti dei terreni vanno pagati(400 € a ettaro e un'azienda di tali dimensioni ne ha circa 30/40 = 14000 € circa)... il gasolio per le trattrici e ne avrei altre miriadi di spese da dirvi ma penso di aver già detto abbastanza(spese paglia 5000 €,le strutture in cui tenere gli animali con tutte le norme per il loro benessere, i possibili eventi atmosferici a sfavore che rovinao il raccolto ad es le tempeste )... sommando un più o meno sono 171170 € solo di spese per l'alimentazione e pagando i terreni in affitto... aggiungici 150000 € da spalmare negli anni e circa 30000 € di spese per acquisto e/o pagamento di macchinari per svolgere i lavori...fanno 200000 e passa euro annui !!!...e poi leggo commenti del genere che mettono in dubbio se noi siamo o meno dei speculatori...ragazzi miei, il latte che pagate a 1,00 € al supermercato è tutto estero e lo pagano a 0,18 € al litro....a noi sui 37/40...prova a far conti di quanto latte dobbiamo produrre per pagarci le spese, e , dopo di queste ricordiamoci che bisogna anche vivere... il nostro latte è controllato ogni santo giorno...tanto per dirvi...quindi prima di parlare siete pregati di informarvi... vorrei anche informarvi che la giornata lavorativa di un allevatore è di circa 10 ore per 365 giorni l'anno!

                                                         Andrea, Allevatore e produttore di latte italiano!!

Anonimo12 febbraio 2012, 11:29
daccordo acquistare latte fresco nel nostro interesse, ma come riscaldarloa 70 gradi senza farlo bollire usando una tecnica che sia tanto precisa ma altrettanto pratica?
Andrea brindisi
Anonimo 9 aprile 2012, 16:39
Buongiorno,
io e mio marito abbiamo bevuto latte crudo per molti anni con grande soddisfazione: buono, economico, pochi rifiuti... Ci siamo fatti qualche scrupolo ora che abbiamo una bambina piccola (un anno e mezzo)... per non correre rischi per lei abbiamo preferito bollirlo, ma mi rendo conto di "uccidere" le buone proprietà del latte. A vostro parere ci si può fidare di darle il latte crudo a quest'età? Fra l'altro è bellissimo andare a comprarlo assieme a lei al distributore direttamente fuori della stalla!
grazie
Cristina
fabiano 8 ottobre 2014, 13:59
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Ficoa parte che un euro al litro per remunerare le spese dell'allevatore non sembrano un compenso congruo....come risulta anche dalle tabelle di costa che altri in questo dibattitio hanno prodotto. Non crederà mica il primo commentatore anonimo che il latte che trova al supermercato provenga da allevamenti ..artigianali ? spesso nn è neppure latte italiano, qualunque sia la marca


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